Con il termine Chopper si intende un particolare tipo di motocicletta
che è stata sottoposta ad un radicale processo di personalizzazione per
soddisfare i bisogni e i desideri del proprietario. L'esempio più importante di
chopper è dato dalle Harley-Davidson che si possono vedere nel film del 1969 Easy Rider.

la “captain america” di easy rider

“billy
bike” easy rider
Un
chopper artigianale 
In California e in Florida
durante gli anni '50 e
gli anni '60
alcuni appassionati di moto cominciarono ad eliminare, in inglese chop da cui il nome, dalle proprie moto tutte
quelle parti che sembravano troppo grandi, pesanti, brutte o non assolutamente
necessarie al funzionamento del mezzo.
Elementi tipici di questa lista erano i parafanghi, le luci di
direzione e, a volte, il freno anteriore. Anche la sella di serie veniva
eliminata per permettere di sedersi il più in basso possibile sul telaio della
moto. In molti casi questi telai erano dei telai rigidi, cioè senza sospensione
posteriore che venne introdotta sulle Harley-Davidson solo nel 1958.
Le pedane venivano montate
il più avanti possibile eliminando anche qui le grandi pedane di serie. La ruota anteriore, il faro e
il serbatoio di serie venivano sostituiti con equivalenti più piccoli. Molti
Chopper venivano verniciati in nero opaco o con brillanti colori metallizzati.
Molto comune era anche l'aggiunta di parti cromate ottenute sia
dalla cromatura dei pezzi di serie che montando parti speciali. A seconda delle
inclinazioni del proprietario potevano venire montati sulla moto dei manubri
molto alti, delle forcelle lunghe e dentate oltre a marmitte aggiuntive.
La legislazione esigeva, e in alcune zone ancora esige, che ci
fosse la possibilità di trasportare un passeggero e che quindi venisse previsto
un alloggiamento per ospitarlo. Cominciarono quindi a venir montate delle alte
spalliere verticali, chiamate sissy
bars, che spesso risultavano più alte della
testa del guidatore.
Il processo di eliminazione delle parti e di abbassamento del baricentro
faceva si che la moto guadagnasse qualcosa in termini di maneggevolezza e di
prestazioni, ma non era questo lo scopo ricercato da coloro che creavano un
chopper. Lo scopo principale era di mostrare e di provocare esibendo una moto
essenziale e nuda in confronto alle Harley-Davidson
di serie e alle sovradimensionate, negli USA, autovetture
di quel periodo.
In Italia
non hanno avuto molta fortuna anche se, anni '70,
la casa motociclistica Fantic Motor
ne avesse messo in produzione un modello di serie, in cilindrate di 50 e 125 cc. (primo chopper di Sugar)
I chopper hanno conosciuto un ritorno verso l’inizio degli anni '90 nei
quali aziende artigianali, spesso a conduzione famigliare, costruivano costose
motociclette in stile chopper, oltre a produrre una grande quantità di marchandise - vestiti, adesivi, accessori - sullo stesso
tema.
In ogni caso va fatta però una distinzione tra i veri chopper, che
sono moto per così dire smontate e le moto personalizzate, spesso costruite appositamente per un cliente, dette anche custom-cruiser.
Alcune emittenti televisive hanno prodotto delle serie basate sulla trasformazione delle motociclette, con
il titolo American Chopper - The Series.
Ora nonostante il nome della ditta possa trarre in inganno, le moto
che vi vengono prodotte possono essere considerate delle custom e non dei
chopper.




