DAYTONA

 

  

Storia della Bike Week

Storia della Bike Week

dal sito Harley Village

www.harleyvillage.it

 Forse è il richiamo della sabbia dura, dei giorni caldi di inverno e dell'eccitazione di quella prima corsa in moto sulla spiaggia, che ha fatto di Daytona la sede della Bike Week.

Forse è  lo spirito delle  attività che circondano l'evento che convince la gente a ritornare. Qualunque  sia il caso, la Bike Week è una tradizione dal 24 gennaio 1937.

La prima corsa è avvenuta su un tratto di spiaggia della lunghezza di 3,2 miglia  a sud della spiaggia di Daytona.

Ed Kretz di Monterey Park, CA è stato il primo vincitore, su una moto Indian, con  una media di 73,34 mph.

 

"Daytona, la storia di una corsa lunga 100 anni" - Il perché della manifestazione nasce dalla passione delle corse che qui a Daytona sono iniziate 100 anni fa, lungo la spiaggia, unica pista possibile per compiere corse. Facciamo un attimo un salto mentale all'inizio dello scorso secolo... Siamo nel 1903, due ragazzi all'interno di una baracca/garage iniziano a costruire la prima motocicletta nella storia delle Harley-Davidson. Nello stesso anno i fratelli Wright volano su un mezzo più pesante dell'aria, si apre l'era dell'aviazione, la prova avvenne lungo la spiaggia di Kitty Hawk, nella Carolina del Nord. Le strade non esistevano, ne tanto meno le piste. Nelle città, tra una casa e l'altra c'era terra e spesso fango, mentre nelle città importanti, e solo nelle strade centrali, c'erano delle pietre a formare una sorta di pavimentazione. Le prime automobili promisero 'la velocità' per tutti (pubblicità della Ford T), ma le strade non lo permettevano. Henry Ford usò un lago ghiacciato per raggiungere le 91 mph nel 1904. I Stanley Brothers guidarono la loro 'Steamer' a 128 mph sulla compatta sabbia di Daytona Beach nel 1906. Nel 1910, un uomo, un circense, di nome Jack Prince convinse un investitore nell'idea di costruire un circuito da corsa (speedway) in legno a Playa del Rey, in California. Il famoso pilota da corsa Barney Oldfield immediatamente fece un giro alla sorprendente velocità di 99 miglia orarie. La pista fu realizzata con migliaia di tavole e tonnellate di chiodi. (Nella foto in alto, Daytona nel 1905, la spiaggia veniva usata come fosse il 'corso' per incontrarsi e passeggiare.)

Possedere un 'mezzo' significava essere sicuramente ricchi, ma senza dubbio audaci.

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Questi nuovi 'mezzi' per l'epoca erano macchine infernali per molti, pura fantascienza per altri. L'utilizzo di questi veicoli era affrontato solo da personaggi dal forte spirito di avventura e dall'alto grado di tolleranza al rischio. Un 'pilota' era di per sé già un mezzo eroe solo per il fatto di possedere il mezzo, figuriamoci usarlo. Da ciò, l'utilizzo acrobatico e spettacolare che si svolgeva comunemente all'epoca. Daytona aveva una gran bella spiaggia, ben larga, pianeggiante e, soprattutto, molto compatta. Le ruote sulla sabbia aderivano bene e non solcavano il terreno. Nelle 'strade' in città era troppo pericoloso, fuori città era troppo impervio, si rischiava di demolire i mezzi con le sole sollecitazioni del fondo sterrato.

 

Siamo nel 1921, si compiono acrobazie e sfide,

nella foto un uomo passa dall'auto all'aereo, in volo.

 

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Siamo sempre a Daytona Beach, intorno agli anni '20.

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Le prime corse iniziarono a nord di Daytona Beach nel 1903, una data a noi harleysti molto cara, quando si tennero le prime gare cronometrate sulla dura spiaggia di Ormond Beach (la sabbia veniva compattata dalle maree periodiche). A queste 'race' assistevano ricchi spettatori come Henry Ford o Harvey Firestone. La passione portò alla realizzazione di veicoli speciali finalizzati ad ottenere il massimo delle prestazioni aerodinamiche. Sotto, due avveniristici mezzi affusolati, di diversi periodi, che provano ad innalzare il limite della velocità. Il primo è il Bullet Shaped del 1910, un mezzo a forma di pallottola. Nel 1935 il famoso Malcom Champbell stabilì il record mondiale sul miglio con la Bluebird Streamliner, con 444 Km orari.

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"Boy, he was goin' like 60!" Questo era quello che si usava dire ad ognuno sulla velocità nel 1930. Sessanta miglia orarie, un miglio ogni minuto. Un treno che correva non stop da St. Paul fino a Chicago veniva chiamato "Il 400" (400 miglia in 400 minuti). Questa era la velocità!

Un treno superò le 100 mph nel 1893, un automobile nel 1906. L'aeroplano non lo fece fino alla Prima Guerra Mondiale.

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Le prime motociclette a gareggiare furono le Indian, come le due nella foto a destra.

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Nel 1905, il rottame di Frank Croker, il primo incidente mortale sulla spiaggia di Ormond Beach . A destra un altro incidente, nel 1928

I piloti dell'epoca erano considerati eroi nazionali. Da sinistra: Earl Cooper, Ray Harroun, Frank Lockhart e Phil Hill.

Sotto, un gruppo di motociclisti sopra le loro Indian, sono pronti a partire. Il pontile che si vede è l'antico molo del Boardwalk di Daytona Beach, dove oggi si svolge una manifestazione di 'Bike Show' della Bike Week.

 

"Daytona, la storia di una corsa lunga 100 anni" - Pionieri entusiasti delle auto e delle corse, come Louis Chevrolet, Ransom Olds ed Henry Ford, sono venuti sulla spiaggia di Daytona nei primi anni del 1900 a solcare la sabbia con i loro prototipi. Forse era il richiamo della dura sabbia, dei caldi giorni d'inverno e dell'eccitamento di quella prima corsa di moto sulla spiaggia, che ha fatto di Daytona Beach la sede ideale per la Settimana Motociclistica (Bike Week). Lo spirito delle attività che contornano l'evento hanno invece mantenuto vivo l'interesse della gente a ritornare. Qualunque sia stato il caso, la Bike Week è stata una tradizione fin dal 24 gennaio del 1937.

Già allora tra motociclisti e automobilisti c'erano distinzioni, gli uni avventurosi e temerari, gli altri facoltosi e intrepidi spavaldi. La prima corsa era avvenuta su un tratto di spiaggia e di strada lungo circa 5 Km. Ed Kretz, di Monterey Bay in California, fu il primo vincitore a portarsi a casa un trofeo, guidando una moto Indian e con una media di 73,34 mph (118 Kmh).

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Il record mondiale di velocità è stato frantumato, per ben cinque volte, dal milionario speedster britannico Malcolm Campbell che, nel 1935, ha raggiunto i 276mph (444 kmh). Durante i primi anni il Daytona 200 veniva chiamato "Handlebar Derby" dai giornalisti locali. Nel 1942, il Daytona 200 fu interrotto a causa della II Guerra Mondiale. L'associazione che lo sancì fu l'AMA (Associazione Americana di Motociclismo) che solennemente decretò che era "negli interessi della difesa nazionale" che l'evento è stato annullato. Nel periodo di guerra le corse furono quindi sospese e ripresero il 24 febbraio 1947, promosse da Bill France sr., un ricco sostenitore e pilota che alcuni anni dopo propose la costruzione di un circuito. Gli articoli giornalistici del periodo raccontano che venne chiesto ai cittadini di aprire le loro case ai motociclisti in visita perché tutte le stanze degli hotel e zone di campeggio erano state riempite a capienza. Nella foto sotto, Daytona Beach nel 1935.

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Alcune postcard originali dell'epoca:  una rappresentazione grafica delle prime corse sulla spiaggia (Daytona Beach, 1923)

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Una scena di modernità motoristica di fronte al Boardwalk (Daytona Beach, 1934)

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Il molo sull'Oceano Atlantico visto dal punto dove verrà realizzato il Boardwalk. (Daytona Beach, 1912)

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La spiaggia con il traffico del 1957.

Quando le alte velocità hanno reso molto pericoloso continuare a correre sulla sabbia, allora è stato deciso di costruire un circuito adatto: lo Speedway Internazionale di Daytona, tre miglia ad ovest della città lungo il boulevard omonimo, mettendo fine alle gare in spiaggia. Aperto nel 1959, ha una capienza di 150.000 posti, ed ospita molti avvenimenti di corse sportive importanti ogni anno. All'inizio di febbraio c'è il Rolex 24, una corsa di 24 ore per gli automobilisti con prototipi di Gran Turismo. Pochi giorni dopo iniziano le gare di qualificazione per l'evento più grande dell'anno, la corsa di 'stock car' di Daytona 500 a metà febbraio. I biglietti si vendono in anticipo (da $80 in su) per prenotarsi il posto almeno sei mesi prima. Le notevoli curve e il grado di pendenza rendono questo circuito il più veloce al mondo.

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Altre due scene della Spiaggia di Daytona, sempre molto trafficata, nel '73 e nel  '76.

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Lo Speedway Internazionale di Daytona nacque da una idea di William Henry Getty France (BilI France sr.) che lo costruì al costo iniziale di 3 milioni di dollari. Nella foto, Bill France.

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Una gara di auto GT, gran turismo, dei primi anni '70.

Ad un certo momento, dopo la guerra, l'evento cominciò ad assumere un aspetto più 'duro'. Mentre le corse di moto sulla spiaggia venivano ben organizzate dall'AMA, gli eventi che circondavano la corsa non lo erano. Il tempo passava, e gli abitanti locali diventavano sempre più impauriti dagli ospiti e gli ufficiali della legge ed i funzionari della città non erano affatto entusiasti che alcuni la chiamavano "un'invasione". I rapporti fra il Bikers ed i funzionari hanno continuato a peggiorare. Quando le cose sembravano essere alla fine (dopo il 1986), un gruppo di esperti speciali è stato organizzato dai cittadini, in collaborazione con la Camera di Commercio locale (Chamber) per migliorare i deteriorati rapporti, la grandezza e la portata dell'evento.

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Questa è la Parata finale della Bike Week nel lontano 1982. Nello stesso anno la H-D presentò un modello, la FXDB Daytona.

 

Il resto è storia attuale, la Bike Week raggiunge il primato di presenze massime, tra tutte le manifestazioni simili come Sturgis o Laconia, con cifre oltre le 500.000 unità di soli motociclisti! L'immenso reportage che abbiamo realizzato è giustificato dalla grande importanza che questo evento, al suo attuale 61° anno di vita, rappresenta.

Nel 2005 ha compiuto: 103 anni di corse con auto e moto, 64 anni di raduni motociclistici, 46 anni di attività agonistiche del circuito International Speedway... gli vorrete dedicare almeno una settimana di visita il prossimo anno?

 

Si ringrazia la Camera di Commercio di Daytona, la Chicago University, l'Archivio Fotografico Storico, la Florida Photografic Institute, il Motorsports Hall of Fame, la Vintage Postcards, The Gilder Lehman Institute of American History e il Web che ha permesso questa lunga e preziosa ricerca.

 


 

Daytona 2005 è oramai consolidato, a parere di tutti, come il più grande evento motociclistico sulla terra... dieci giorni di spettacoli, gare, giochi, bike show, feste, incidenti, donne e bikers da tutto il pianeta. Le aspettative sono state rispettate, ben oltre 500.000 appassionate presenze, un mito che ogni anno, oramai da 64 anni, si rinforza e si rinnova pur rimanendo tradizionale. Gli interessi economici in gioco sono enormi, da finanziaria di casa nostra.

Dieci giorni in crescendo continuo. La cittadina di Daytona non è mai stata tranquilla, sarà per l'aria di mare, oceanico, ma già oltre 100 anni fa su queste spiagge si organizzavano corse con le auto e le moto... e sapete dove? Sulla spiaggia! Un po' perché di piste ancora non ce n'erano e un po' perché la sabbia è bella piatta e compatta. 64 anni fa hanno incominciato a trasformare la gara e quella festa in business, ed ogni anno intorno ai primi di marzo inizia la oramai famosissima Bike Week.

Tutta la città si suddivide in aree di attrazione, come un gigantesco parco tematico: Lungo la Beach Street i più importanti e rispettabili nomi del mondo custom (Ness, Simms, Nasi, Covington, etc.), e non solo, si riuniscono lungo la strada con stand più o meno grandi e organizzati (banchi prova, saloon, piste, espositori, truck, palchi etc.), mentre la sede di uno dei concessionari H-D più importanti degli USA è proprio lì in mezzo a loro.

Al grande quartiere fieristico dell'Ocean Center, come di consueto, vi è presente il quartier generale della Harley-Davidson, con tutti i modelli esposti, il merchandise, il bike show, e varie manifestazioni. All'interno dell'arena c'è stato il Cole Slaw Wrestling...

''La folla è ovunque, e in qualsiasi posto si trova vuole divertirsi o vedere belle pupe... a volte credo che delle moto qui non gliene frega più di tanto alla gente...''

La cittadinanza residente a Daytona da alcuni anni si lamenta del caos e del rumore e organizza iniziative a propria tutela. La polizia da quest'anno ha iniziato a multare chi andava in giro con gli scarichi troppo rumorosi. Il sindaco Yvonne Scarlett-Golden ha lanciato la campagna "Ride Quietly, Please"

Arlen Ness in giro per Daytona fiero sulla sua ultima creazione fantascientifica...

Un low rider sfreccia per la Main Street...

E' piovuto poco quest'anno, per molti è stata una settimana meravigliosa...

Un cagnolino si affaccia per prendere aria; i cani amano andare in moto...

All'International Speedway, il grande circuito sportivo, ci sono in esterno tante case motociclistiche che mettono a disposizione di tutti le loro moto per un demo ride. Poi ci sono le esibizioni di stunt, come il 'Ball of Steel Stunt Show', e, all'interno del circuito, gare di cross e il ben noto Daytona 200. Tra i grandi in concerto quest'anno ci sono stati Dave Mason, John Kay & Steppenwolf, Montgomery Gentry, Classic Rock All Stars, e tanti altri minori ma non da meno, sparsi nei palchi dei Campground o nei grandi Saloon.

Sul lungomare si è svolto il 14th Annual Boardwalk Classic Ride-in Show (11 marzo), mentre al Peabody Auditorium (12 marzo) c'è stato il 33° Annual Rat's Hole Custom Bike Show, un mito tra i bike show, quest'anno con oltre 300 moto in gara per 18 classi di merito. Molte delle moto presenti erano già state protagoniste dell'International Biker Buil-off, la gara tra i più grandi customizer mondiali. Poco fuori città, a New Smyrna, si è svolto al Gilly's Pub 44 il 24° Bike Bash.

(due ragazze dell'Hooters Saloon 

 di fronte al loro locale, a due passi dall'International Speedway)

Nella vicina Orlando, regno dei parchi di divertimento Disneyiani, si è tenuta la 6th Orlando Bike Week, in concomitanza ma soprattutto in concorrenza. La concessionaria H-D di Orlando ha organizzato un bike show con premi di ben 10.000 dollari, il titolare afferma di aver avuto circa 100.000 presenze. 

Come non parlare poi delle gare come del Campionato AMA  o il campionato di Flat Track allo Stadio Municipale sponsorizzato dalla Ford, o il Supercross al suo 35° anno e, non ultimo, il campionato Daytona 200 con le superbike, che ha fatto nascere l'evento 64 anni fa. 

Tante, come al solito, le bellezze... e guarda caso sono tutte a due... due gambe o due ruote!

Una donna, Elizabeth Book, si è fatta portatrice della protesta da parte di tante donne che non possono andare in giro in topless nei locali, come invece possono fare gli uomini (!). Tra un suo avvocato e un legale del comune si è arrivati ad un accordo per cui la donna, insieme ad altre contestatrici, possono andare in giro in topless solo domenica, ultimo giorno, ma su di un camion aperto, con delle bande, per non farsi notare da chi non vuole vedere le nudità. Questo è l'unico modo, ha detto la polizia, per non far arrestare le ragazze.

La polizia è dotata dei nuovissimi Segways, i mezzi a due ruote in autoequilibrio

Una modella, per 100 dollari l'ora, tatuata con hennè fa pubblicità al casinò GoldenPalace.com

''...ho visto bere astemi come fossero appena tornati dal deserto ''

''...in questo posto le donne si sentono regine ''

''got kink?'' ovvero 'hai un desiderio, un capriccio?''

Jack Daniels offriva shot in vari saloon...

Tramonta il sole ma non la voglia di fare festa...

Questo è l'unico posto al mondo dove vedo che le donne hanno più caldo degli uomini...

Billy Lane, tra le alte sfere dei customizer, con un Jack Daniels, come spesso ama farsi mostrare...

Marito e moglie, coppia di stunt acrobati, mentre girano insieme nel 'muro della morte' sulle loro vecchie moto all' Iron Horse Saloon

Lo show-saloon itinerante organizzato dall'Hard Rock Roadhouse presentava i lavori di 4 customizer emergenti e metteva in palio, tra gli avventori, le 4 Hard Rock Bike realizzate per l'occasione. Il tour continuerà in altri 4 grandi eventi americani, il prossimo sarà Sturgis.

Dal tetto del 'Blues Club la corsa lungo la Main

Alcune ragazze durante un Wet T-shirt Contest al 'Dirty Harry', uno dei saloon più amati dai bikers lungo la Main Street

Lo 'show your tit' è inevitabile e molto praticato... 

All'interno di uno dei tanti saloon lungo la Main... 

Il 'Broken Spoke Saloon'

le famose collane che si ricevono se si fanno vedere le 'tits'

Il mezzo migliore per essere qui a Daytona è ovviamente la moto, ma ogni anno dozzine di visitatori della Bike Week sono forzati a tornare in aereo, treno o in auto per tornare a casa. Sono vittime dei ladri di moto, non appena entri in un saloon o al ristorante, anche per pochi minuti. In pochi minuti la moto viene smontata e rivenduta come parti di ricambio. Le autorità di Daytona da quest'anno hanno incrementato di 92 poliziotti motociclisti la task force di sorveglianza.

Nel corso della Bike Week dello scorso anno sono stati consumati 451 galloni di alcol, ovvero 1 milione e 700 mila litri! Gli incidenti quest'anno sono stati tanti e 4 sono i motociclisti morti

 

Il prossimo anno organizzeremo nuovamente il viaggio a Daytona, le date dell'evento sono già stabilite dal 3 al 12 marzo 2006. Vedete di esserci come protagonisti e non come spettatori... a presto!

 

DAYTONA BIKE WEEK 2005 Daytona Beach, dal 4 al 13 marzo seconda parte

Dalla precedente pagina sulla Bike Week di Daytona 2005, piena di bellezze in carne ed ossa, passiamo alle bellezze in acciaio e billet. Tantissime le 'trovate' originali e le soluzioni tecniche oramai senza più limiti legati alla fisica. L'America ha bisogno di riprendersi lo scettro di regina del custom, e in particolare Daytona vuole istituirne il regno! Ingrandite tutte le foto, lasciate perdere quelle delle pupe, ma solo quelle delle moto... ognuna ha un dettaglio da scoprire! Un grazie di cuore a Jerry Chillico della CustomBike di Modigliana (FC) che ci ha fornito le immagini. (nella foto a lato la grande concessionaria H-D di Daytona)

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Iniziamo subito con una delle più incredibili realizzazioni viste a Daytona... gustatevela e guardatevi la soluzione di sterzo!

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il colossale 'Monster' Avon da 360 è quasi ovunque!

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...e di questa specie di bat-bike-mobile cosa ne dite?

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oro puro 24 karati! ...intendo riferirmi all'ultima bike!

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...qui ce n'è per tutti i gusti: dal cambio a mano in stile crociate fino alla primaria stile Al Capone; dal telaio in multistrato di alluminio fino al serbatoio hypercharger; dal trike con le ruote su forcellone indipendente fino al semi-missile terra-terra.

insomma... it's Daytona, baby! e c'è anche il mostro da ammirare sempre... figurarci ad averlo per mille chilometri davanti alla faccia! Ma come si fa?

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La seduta sta a meno di 40 cm da terra! E poi, con il forcellone così posizionato capirete che queste bike sono dotate di sospensioni/sollevatore, per cui a 'riposo' si appoggiano per terra... tanto per risparmiare due lire sul cavalletto!!! 

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''Hey guy, I'm not a babe!''

''...la festa è finita, torna a lavorare!!!''

  

  

 

 

 


 

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SHARKS-VOLUSIA COUNTY

 

The commercial fishing industry has changed the feeding patterns of the fish which are bringing the sharks to the beach in record numbers.

Please help David in the battle with Goliath.

 

 

 

Boy's arm reattached after shark attack

 

Shark

A lifeguard stands over the Bull shark that attacked an 8-year-old boy on Friday.

 

 

 

PENSACOLA, Florida (CNN) -- Doctors successfully reattached the right arm of an 8-year-old boy Saturday, a hospital spokeswoman said, a day after a shark attack was halted by the boy's uncle, who wrestled the shark to the shore to retrieve the arm.

The boy was listed in critical condition Saturday.

He was attacked by a Bull shark Friday around 8 p.m. while swimming off the coast of the Florida Panhandle, according to Ranger John Bandursky of the Gulf Island National Seashore Park.

After the boy's uncle wrestled the shark onshore, Bandursky said, a park ranger then shot the shark three times in order to loosen its jaws and retrieve the boy's right arm, which was still inside the shark's mouth. The shark was killed and emergency medical technicians, who had arrived by that time, were able to recover the boy's arm.

Doctors at Baptist Hospital in Pensacola worked to reattach his arm during surgery that lasted about 12 hours, hospital spokeswoman Pam Bilbrey said.


Shark warning in Florida...07/04/00

NEW SMYRNA BEACH, Fla., July 3 (UPI) -- Lifeguards are warning swimmers to look out for sharks in the Atlantic Ocean off Volusia County, Fla., Monday in the wake of two shark attacks.

Two teens are recovering from the bites they received Sunday while swimming in shallow water within a few yards of each other.

Danielle Schidemantle, 19, of Lake Mary, was bitten in her upper left thigh about 2:50 pm by a three-foot-long shark. She was treated and released at an area hospital. At 5:05 pm, 13-year-old Amber Benningfield of Bowling Green, Ky., was bitten in the left calf. She remains hospitalized in stable condition. Neither injury is considered serious.

Beach Patrol Deputy Chief Joe Wooden said the teens were probably bitten by young spinner or black tip sharks who were just learning how to hunt. Young sharks have a tendency to bite anything that moves, he explained.

This area on the north end of New Smyrna Beach near Smyrna Dunes Park is known by beach officials as a feeding area for sharks. It is also popular for many surfers.


No. 1 in shark attacks? Florida

 

An attack is frightful, but seldom fatal. You're more likely to win the lottery or be struck by lightning.

©Associated Press

© St. Petersburg Times, published February 9, 2001

Nearly half of the reported 79 shark attacks around the world last year occurred in Florida waters.

Florida had 34 unprovoked attacks, according to a report released Thursday by the International Shark Attack File. The file is a compilation of all known shark attacks since 1958 and is housed at the University of Florida.

Thadeus Kubinski of St. Pete Beach was one of 10 people worldwide to die of a shark attack last year, but the only fatality in the United States.

Kubinski died last August in Pinellas County after he jumped off his dock near a feeding bull shark in Boca Ciega Bay.

It was the Tampa Bay area's first fatal shark attack since 1981, when a swimmer was killed trying to swim between Anna Maria Island in Manatee County and Egmont Key on a bet. Kubinski's death was the first in Pinellas believed attributable to a shark since 1922, when 18-year-old Dorothy McClatchie was attacked by a "monster fish" while swimming near a channel buoy about a mile off an Atlantic Coast Line railroad pier in St. Petersburg, an area now called Demens Landing.

"(Florida) has a huge number of people in the water and the number of person-hours in the water is probably higher than anywhere in the world," said George Burgess, director of the International Shark Attack File in Gainesville. "We have a tremendously long coastline with tropical waters, a huge native population and a bigger tourist population."

Of the other nine fatal attacks, three occurred in Australia, two in Tanzania and one each in Fiji; Japan; Papua, New Guinea; and New Caledonia, the French island territory in the South Pacific.

The chances of dying from a shark attack are very remote.

"There is a much better chance of getting struck by lightning than being attacked by a shark," said Gary Violetta, curator of fishes at SeaWorld Orlando.

The United States had 51 unprovoked attacks, followed by Australia with seven, South Africa with five and the Bahamas with four.

In the United States, Florida was followed by North Carolina (5), California (3), Alabama (2), Hawaii (2) and Texas (2).

In Florida, Volusia County had 12 shark attacks, followed by Palm Beach County with six, Brevard County with four and Monroe County with three. Indian River and St. Johns counties each had two. Lee, Manatee, Pinellas, Santa Rosa and St. Lucie each had one.

More people spending longer hours in the water and a growing number of tourists swimming in exotic, unfamiliar locales contributed to the increase from 1999's 58 attacks, even though there are fewer sharks than 20 years ago, Burgess said. In addition, more attacks are being reported to the file because of the Internet.

Most shark attacks are the result of mistaken identity. Arms splashing in the water may be confused with a school of fish, or large bodies may be mistaken for sea lions or other prey.

"A shark comes in and is looking for prey. It bites, doesn't recognize the taste and keeps on going," Violetta said.

Although the chances of being bit by a shark are smaller than winning the lottery, if you do find yourself in a shark's jaws, the best thing to do is kick, punch or try to jab the shark in the eyes or gills, Burgess said.

"Sharks certainly do respect size and power," he said. "Whether that is kicking or beating on the animal, those are things the shark understands and respects."

 

 

Possible 10th shark bite at Fla. beach

 

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Sharks have been spotted for several days off New Smyrna Beach.

 

NEW SMYRNA BEACH, Florida (CNN) -- Volusia County Beach Patrol officers are investigating whether a 69-year-old man was bitten by a shark Monday afternoon, authorities said.

William Goettel was bitten on the left foot while wading in four feet of water at the south end of New Smyrna Beach.

He did not see a shark, but patrol officers at the scene said the wound looked similar to shark bites received by nine other people since August 18, said Beach Patrol Deputy Chief Joe Wooden.

 

Goettel was recommended to get stitches, but it is not clear whether he sought treatment, said Wooden. The injury was minor, he said.

The latest apparent brush with a shark happened five miles south of a one-mile stretch of New Smyrna Beach currently off limits.

Beach patrol officers decided to keep the strip south of the Ponce de Leon Inlet closed as a safety precaution for a fifth straight day after spotting 24 sharks during an afternoon helicopter flyover. Twenty sharks had been counted in a morning flyover.

Volusia County officials planned more flyovers Tuesday to re-evaluate the situation. The high number of sharks -- and the beach closing -- did not deter surfers from taking out their boards.

"We are strongly cautioning surfers, this is not the thing to do. But the decision is to not arrest the surfers, even if they've violated the beach closing. We are not in a confrontation with the surfers," David Byron, the county's community information director, told CNN. "The decision to close the beach is based solely on public safety," Byron said. "We are not reacting to pressure to reopen the beach."

The Volusia County Beach Patrol closed the strip Thursday after several people were bitten by sharks last week. In all, eight surfers and boogie boarders have been bitten near the closed beach area, and a ninth was nipped further north of the inlet. None of the injuries were serious.

The mile-long stretch of shoreline south of the Ponce de Leon Inlet is still open to sunbathers and pedestrians. The waters off Volusia County are home to many sharks year-round. But it is the larger-than-normal number of sharks clustered in one area that has the beach patrol worried.