Il Motore

Un
motore è una macchina
capace di trasformare una sorgente di energia, che può
essere in forma chimica (in
presenza di un combustibile),
elettrica o termica, in una energia meccanica o
lavoro
meccanico.
In
senso filosofico, un motore è l'ente che causa il movimento o il cambiamento di
altri enti ad esso collegati: Aristotele
parlava di "motore immobile", termine ripreso anche da altri
filosofi, per indicare la causa prima dell'universo, cioè l'oggetto o il
soggetto che (secondo la sua filosofia) stava al principio della catena di
cause ed effetti che muoveva il mondo.
La
gran parte dei motori di uso comune sono alternativi e/o rotativi, e producono
questo lavoro sotto forma di una coppia o una forza su un asse; altri producono soltanto una forza
lineare.
Gli unici esempi di motori esclusivamente rotativi sono il motore elettrico e
il motore Wankel.
Uno
dei primi motori come viene inteso oggi fu la macchina a vapore,
in cui viene prodotto del vapore
d'acqua surriscaldato in una caldaia,
capace poi, espandendosi entro un cilindro, di produrre una spinta alternativa
su un pistone. Tale moto può essere trasferito a una ruota o ad un volano attraverso un meccanismo biella-manovella.
Sul finire del XIX secolo, lo sviluppo del motore a scoppio
rese possibile il grande sviluppo dell'industria automobilistica e, in seguito,
la nascita dell'industria aeronautica.
Dopo la seconda guerra mondiale, le esigenze del volo richiesero lo
sviluppo dei motori
a getto, mentre la nascita del volo spaziale permise il grande
sviluppo dei motori
a razzo e, in particolare del motore a razzo chimico.
Negli ultimi anni, le esigenze del volo interplanetario stanno imponendo la
ricerca verso nuove soluzioni, in particolare nel campo dei motori a razzo a
propulsione non chimica.
Nel
campo dei motori per applicazioni automobilistiche, la ricerca è invece
fortemente orientata verso soluzioni che riducano i consumi e le emissioni di
sostanze inquinanti nell'ambiente.
Il
motore alternativo a combustione interna (detto anche motore a
scoppio) è un particolare tipo di motore a combustione interna di tipo "volumetrico"
in cui una miscela di aria e carburante (generalmente benzina o altro)
viene incendiata e bruciata in un cilindro. Utilizzando la forza di espansione
data dalla combustione
viene spinto un pistone, che perciò si sposta.
Nei
motori alternativi il movimento del pistone si trasferisce a un complesso biella - albero motore, trasformandosi in movimento rotatorio.
Vi
sono una pluralità di motori a scoppio, in tutti vi è però il ripetersi di un
ciclo termodinamico simile:
1. aspirazione
2. compressione e combustione
3. espansione (fase
utile)
4. scarico
L'aspirazione
e lo scarico servono per lo scambio dei gas e per preparare il nuovo ciclo,
mentre la compressione ed espansione producono la trasformazione chimica
attraverso energia termica (calore)
ed energia potenziale (pressione)
in energia meccanica (potenza).

Queste sono le quattro fasi di un pistone.
1. La fase di aspirazione: il pistone scende verso il punto morto
inferiore (PMI). La valvola di aspirazione e' aperta per permettere l'ingresso
della miscela aria benzina.
2. La fase di compressione: il pistone sale verso il punto morto
superiore (PMS). Le due valvole, d'aspierazione e di
scarico, sono chiuse.
3. La fase di scoppio: dall'elettrodo della candela, scocca la
scintilla che innesca la fase di combustione.
4. La fase di espansione: lo scoppio spinge il pistone verso il
PMI.
5. La fase di scarico: il pistone sale verso il PMS, la valvola di scarico si apre e i gas vengono spinti fuori.
Il
motore a combustione interna, è un particolare motore termico nel quale, attraverso la combustione di carburante all'interno di un fluido (generalmente aria), si
produce lavoro
meccanico. Il fluido che produce questo lavoro (fluido motore) è lo stesso in
cui avviene la combustione per questo motivo il motore viene definito a
combustione interna.
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Tutti
i motori a combustione interna si basano sul processo chimico esotermico della combustione: la
reazione di un carburante con un comburente,
normalmente aria. Vedi anche stechiometria.
I
carburanti più utilizzati oggi sono composti da idrocarburi e sono
derivati dal petrolio. I più
noti sono benzina, gasolio, metano e gas di petrolio liquefatto.
La maggior parte dei motori a combustione interna progettati per funzionare a
benzina possono bruciare anche metano
o gas di petrolio liquefatto (GPL)
senza modifiche a parte quelle necessarie per l'impianto di alimentazione.
I
motori a combusione interna vengono classificati in
base al sistema di accensione utilizzato per provocare la combustione in motori
ad accensione comandata o ad accensione per compressione. Nei motori
ad accensione comandata di solito l'accensione viene comandata attraverso una
scintilla ad alta tensione che scocca nella miscela della miscela
aria-combustibile all'interno del cilindro. La scintilla viene prodotta
attraverso una bobina alimentata da una batteria che può essere ricaricata durante il funzionamento
attraverso un alternatore
trascinato dal motore. Nei motori ad accensione per compressione (detti anche motori Diesel) il
combustibile viene iniettato nell'aria compressa nei cilindri del motore e la
combustione si innesca a causa delle condizioni di pressione e di calore
dell'aria stessa.
L'energia
dei prodotti di combustione, i gas combusti, è superiore all'energia originale
dell'aria e del carburante (che avevano una maggiore energia chimica) e
si manifesta attraverso un'elevata temperatura e pressione che
vengono trasformate in lavoro
meccanico dal motore. Nei motori alternativi, è la pressione dei gas
combusti a spingere i pistoni all'interno dei cilindri del motore.
Recuperata
l'energia, i gas combusti vengono eliminati (spesso attraverso una valvola di
scarico). Al termine di questa fase il pistone torna nella posizione di punto morto superiore. Tutto il calore non trasformato in lavoro deve
essere eliminato dal motore attraverso un sistema di raffredamento
ad aria o a liquido.
Il
pistone è una parte mobile di un motore alternativo.
Nell'uso
corrente, il pistone scorre all'interno di una cavità a sezione (generalmente
circolare) regolare, detta cilindro grazie alla differenza di pressione
esistente tra le due facce del pistone stesso.

La
biella è un elemento meccanico dotato di moto roto-traslatorio che trova
la sua tipica applicazione nel meccanismo biella-manovella, ovvero nel
meccanismo che generalmente permette di trasformare un moto rettilineo alterno
in un moto rotatorio continuo e viceversa.
In
un motore la biella, in corrispondenza delle sue estremità, è collegata al pistone ed alla manovella dell'albero motore. In particolare, la biella può ruotare rispetto
al pistone ed alla manovella, così che la sua posizione angolare può variare
allo scorrere del pistone e al ruotare della manovella. La parte collegata alla
manovella viene detta testa di biella mentre l'estremità opposta, quella
vincolata al pistone, è detta piede di biella. La parte tra le due si
chiama fusto.

Nei
motori detti a 4 tempi, la testa di biella è scomponibile a metà e il
semicerchio che ne deriva viene chiamato cappello. Esso permette di
vincolare la biella alla manovella mediante l'utilizzo di 2 bulloni (vite più
dado).
Nei
motori, invece, detti a 2 tempi la testa di biella non è scomponibile e
per vincolarla alla manovella dell'albero motore, quest'ultimo deve essere
scomposto e poi ricomposto.
In
tutti e due questi tipi di motori, il piede di biella non è scomponibile e
viene vincolato al pistone utilizzando uno spinotto
passante che rimane in sede grazie a due anelli di tenuta (denominati anelli Seeger) inseriti in cave presenti nel foro di alloggiamento
dello spinotto nel pistone.
L'albero
meccanico è generalmente costruito in acciaio e di forma
cilindrica, tutti i tipi di alberi meccanici sono adibiti alla trasmissione, e sono classificati in funzione del loro impiego
e della loro forma.
Esistono
tre tipi di albero meccanico: il primo è l'albero di trasmissione semplice, il
secondo è l'albero flessibile e il terzo è l'albero a gomiti o eccentrico.

L'albero (meccanico) all'interno del motore, più precisamente l'albero motore, è adibito alla trasmissione del movimento rotatorio impresso dal sistema pistone-biella-manovella
verso il cambio di velocità.
Esso
è formato da due perni di banco e una manovella, a sua volta formata da dei bracci di forma
semicircolare e del bottone di manovella, dove appoggia il piede della biella.

