
Va subito detto che
il concetto, come tutti i concetti fisici, si può precisare solo fornendone una
definizione operativa; la precedente
definizione, che è in genere la più diffusa (Feynmann stesso recensì numerosi
testi destinati alle scuole superiori, scoprendo che la maggior parte di essi
"definiva" l'inerzia in modo equivalente a quello newtoniano), non è
tale poiché fa riferimento ad una entità astratta, non immediatamente
riconducibile all'esperienza, ovvero la forza. Una migliore
definizione di inerzia dovrebbe specificare lo strumento utilizzato per misurarla,
identificandola sostanzialmente con la massa, che si misura ad
esempio con la bilancia a piatti e dovrebbe inoltre rendere
esplicito il sistema di riferimento nel quale si effettua la
misura. Questa definizione, anche se precisata con una descrizione della
bilancia a piatti e delle procedure da compiere per effettuare la misura, non
sarebbe tuttavia ancora soddisfacente: pensiamo ad esempio alle difficoltà che
comporterebbe una determinazione della massa del sole per mezzo di tale
bilancia. Il concetto di inerzia, come quello di forza, fu storicamente (e, in
parte, è ancora) criticato, anche da pensatori quali Berkeley,
Ernst Mach,
Bridgmann e Jammer. In particolare Mach, nel
suo tentativo di eliminare gli elementi metafisici che persistevano
nell'edificio della meccanica classica, criticò la definizione newtoniana di massa
(e quindi di inerzia) come quantità di materia, fornendone una definizione più
chiara (anche se non priva, a sua volta, di elementi controversi) e dalla sua
opera prese le mosse la teoria della relatività generale di Einstein,
la quale però non risolve completamente il problema dell'inerzia, nonostante
costituisca l'evento più significativo nella storia di tale concetto dopo la
sua formulazione iniziale. Einstein stesso disperò di poter includere il principio di
Mach all'interno della sua teoria.
Sebbene il concetto
di massa
(e quindi di inerzia) sia ancora utilizzato, in particolare su un piano
euristico, in relatività generale le quantità fisiche rilevanti (quelle che
compaiono nelle equazioni di Einstein) sono il tensore energia impulso ed il tensore di Ricci: in qualche senso il concetto
di inerzia è stato superato. Kuhnianamente possiamo dire che la
meccanica relativistica costituisce un paradigma nuovo rispetto alla meccanica
classica: di conseguenza nascono delle difficoltà nel mettere in relazione i
concetti delle due teorie. All'interno del tensore energia impulso è possibile
tuttavia riconoscere alcuni termini che si possono mettere in corrispondenza
con la [densità] di massa, con la densità di quantità di moto e con il tensore degli sforzi della materia.

