Impariamo ad usarli

Motociclette e caschi

 

Adiconsum Regionale Lazio Onlus

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Consulta

Utenti e Consumatori

della Provincia di Roma

Via L.Pianciani, 22 - 00185 Roma

(istituita con deliberazione n.67 del 18/12/2004)

 

La Consulta è composta dai rappresentanti delle associazioni di

cui all’art. 3, comma 1, lettera a), della Legge Regionale n. 44 del

10/11/1992 “norme per la tutela dell’utente e dei consumatori”.

 

Compiti

propone alla Giunta provinciale l’effettuazione di indagini, studi

e ricerche utili alla diffusione e al consolidamento delle associazioni

per la tutela del consumatore e dell’utente;

esprime un parere sui programmi di informazione ed educazione

del consumatore e dell’utente predisposti dalla Provincia;

concorre, attraverso forme di consultazione, alla definizione

delle linee di programmazione provinciale nelle materie oggetto

della deliberazione n.67 del 18/12/2004;

elabora programmi e progetti per la diffusione delle informazioni

presso i consumatori e gli utenti della Provincia.

I diritti fondamentali dei cittadini in qualità di consumatori di

beni e utenti di servizi riconosciuti dall’Unione Europea:

diritto alla salute

diritto alla giustizia

diritto all’informazione e formazione

diritto alla sicurezza

diritto alla rappresentanza

 

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3 Motociclette e caschi

 

 

Introduzione

L’invenzione della motocicletta si può far risalire tra il 1860 ed il 1865,

quando l’americano Silvester Raper e il francese Louis Guillaume Perreaux

munirono la bicicletta di un motore a vapore.

Attualmente le motociclette sono classificate in due gruppi: quelle con cilindrata

superiore e quelle con cilindrata inferiore a 125 cc.. Sebbene la parola

“moto” sia soltanto l’abbreviazione di motocicletta, nel linguaggio dei motociclisti

si parla di moto quando la cilindrata supera i 125 cc, mentre quelle di

cilindrata inferiore sono chiamate motociclette; queste ultime normalmente si

dividono a loro volta in ciclomotori (fino a 50 cc e velocità fino a 45 km/h) e

motociclette propriamente dette.

L’enorme diffusione delle motociclette, e dei veicoli a motore in generale,

comporta una serie di problemi in merito alla sicurezza stradale. Per questi

motivi si ritiene utile, con questo opuscolo, fornire ai giovani e, in generale, a

tutti coloro che già possiedono o sono interessati all’acquisto di una motocicletta,

tutte le informazioni necessarie per una guida sicura.

 

Motociclette

I requisiti per guidare una motocicletta

Per guidare una motocicletta bisogna avere l’età minima richiesta per il

tipo di veicolo, dimostrabile con un documento valido, e la patente. Si

deve sempre portare con sé il documento d’identità, la patente ed il libretto

della motocicletta, ed è obbligatorio esibirli ogniqualvolta le forze dell’ordine

lo richiedano. La patente viene rilasciata dalla Motorizzazione Civile.

Per ottenerla si deve superare un esame psicofisico, un esame di teoria che

attesti la conoscenza del Codice della Strada ed un esame di pratica che attesti

la competenza manuale nella guida. Esistono tre tipi di patenti per condurre

motociclette, che differiscono per l’età minima in cui possono essere conseguite

e per le cilindrate massime che autorizzano a guidare.

Il “patentino” per la guida dei ciclomotori

Per guidare i ciclomotori con una cilindrata fino a 50 cc è necessario avere

un’età superiore a 14 anni ed aver conseguito il certificato di idoneità alla

guida (il cosiddetto “patentino”).

 

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4 Motociclette e caschi

La patente A

La patente di guida del tipo A si può ottenere a partire dai 18 anni. Viene

anche detta “patente A limitata”, perché per i primi due anni non si possono

guidare motociclette con una potenza superiore ai 25 kW o una relazione

potenza/peso superiore a 0,16 kW/kg, oppure motociclette con sidecar con

una relazione potenza/peso superiore a 0,16 kW/kg. Per ottenerla si devono

superare, oltre alle prove psicofisiche e teoriche, anche due tipi di prove pratiche,

sia su circuito chiuso che su strada. A due anni dal conseguimento la

patente perde le limitazioni, e con essa si può guidare qualsiasi tipo di moto.

Con la patente A si possono guidare:

I motocicli oltre i 50 cc con passeggero, con o senza sidecar

I tricicli a ruote simmetriche della categoria A1 ma con passeggero

I quadricicli della categoria A1 ma con passeggero

Le macchine agricole della categoria A1, ma con passeggero.

 

La patente A1

La patente di guida del tipo A1 si può ottenere a partire dai 16 anni. È

necessaria per guidare motociclette con motore oltre i 50 e fino ai 125 cc, e

potenza massima di 11 chilowatt (kW), con una proporzione potenza/peso

non superiore a 0,11 kW/kg. Per ottenerla è necessario superare un esame

psicofisico e due tipi di prove: quelle teoriche, per accertare la conoscenza del

Codice stradale e quelle pratiche, consistenti in una serie di manovre da eseguirsi

all’interno di un circuito chiuso. Con la patente A1 si possono guidare

anche i ciclomotori per persone con mobilità ridotta.

 

Prima di guidare una motocicletta

Prima di guidare una motocicletta è bene prendere in considerazione alcuni

temi particolarmente importanti: le condizioni della viabilità, il veicolo, la prudenza,

l’abbigliamento.

 

Le condizioni della viabilità

Rispettare sempre i segnali stradali, anche se si conosce bene la strada.

Non superare i limiti di velocità e guidare con prudenza, specialmente in

prossimità di incroci, quando i veicoli che precedono voltano a sinistra,

nelle vicinanze di un passaggio a livello o di una curva con poca visibilità.

Guidare con maggiore prudenza se si incontra un banco di nebbia o se le

condizioni meteorologiche non sono buone. In caso di pioggia, moderare

la velocità ed usare i freni il meno possibile; se la pioggia è molto forte,

fermarsi in un posto sicuro e al coperto ad aspettare che spiova.

Non trasportare carichi pesanti o voluminosi, e se lo si fa assicurarsi che

non pregiudichino l’equilibrio della motocicletta.

Tener sempre conto delle condizioni del manto stradale: una macchia d’olio

o di grasso oppure un eccesso d’acqua possono causare una caduta.

 

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5 Motociclette e caschi

 

La prudenza

Evitare le fermate improvvise, e prima di fare qualsiasi manovra segnalare

con sufficiente anticipo il proprio proposito, assicurandosi attraverso gli

specchietti retrovisori che gli altri abbiano capito.

Tenere sempre le luci accese anche durante il giorno.

Mantenere la distanza di sicurezza.

Quando si subisce un sorpasso non ostacolare la manovra, e, se necessario,

favorirla anche riducendo la velocità.

Rispettare i segnali stradali, i semafori ed i limiti di velocità stabiliti. Ricordare

che la velocità elevata è tra le principali cause di incidente.

Evitare di guidare quando si sono assunte droghe o si sono bevute bevande

alcoliche. Alcol e droghe influiscono negativamente sul sistema nervoso,

producendo una serie di effetti anche sulle capacità di guida: rallentamento

dei riflessi, aumento del tempo di reazione, alterazioni nella percezione

delle distanze, iperattività e iperreattività, riduzione della vista, stato

confusionale e stordimento, sonnolenza ed alterazioni muscolari di carattere

acuto. Queste alterazioni possono mettere in pericolo sia la vita

del conducente che quelle di un eventuale passeggero o di chiunque altro

si trovi sulla sua strada.

Anche alcune medicine possono essere pericolose al momento di guidare.

Non prendere medicinali senza aver interpellato un medico e leggere sempre

il foglietto illustrativo: spesso le medicine provocano sonnolenza.

Non guidare ascoltando il walkman o parlando al cellulare, ci si potrebbe

distrarre o non sentire le segnalazioni acustiche degli altri veicoli.

Evitare di guidare la motocicletta di sera, specialmente nelle notti del fine

settimana, quando è più probabile incontrare gente che guida sotto l’effetto

di alcool o droghe.

Non partecipare a competizioni in luoghi non autorizzati.

Non far mai guidare la motocicletta a persone che non hanno la patente o

non hanno esperienza.

Ricordare che la fretta fa aumentare il pericolo di incidenti: meglio mettersi

in viaggio in anticipo.

 

Il veicolo

Sottoporre periodicamente ad un check up la propria motocicletta. In particolare

non trascurare il livello dei liquidi, il funzionamento dei freni e dei

segnalatori di direzione, lo stato degli pneumatici, la batteria e le luci (sia

anteriori che posteriori), il clacson, il motore, la tensione delle cinghie.

Dotare la motocicletta di specchietto retrovisore, e verificare che questo

sia sempre perfettamente integro, altrimenti potrebbe distorcere od ostacolare

la percezione degli oggetti.

Prima di mettersi in viaggio, ripetere sempre un rapido controllo per assicurarsi

che tutto funzioni (freni, luci, stop, indicatori di direzione, pneumatici

e livello dell’olio).

 

 

 

 

 

L‘abbigliamento

Il casco è una delle principali protezioni, ed il suo uso è obbligatorio sia

per i conducenti che per i passeggeri. In caso di incidente, riduce le lesioni

cerebrali del 65% e riduce di più di un terzo il numero di morti. Sono

preferibili i caschi integrali, che coprono tutto il viso.

I guanti fanno sì che le mani siano comode, protette e che abbiano la

giusta mobilità. Al momento dell’acquisto la scelta deve tener conto dei

cambiamenti di stagione e delle condizioni climatiche. Se i guanti sono

troppo grandi si può avere difficoltà a guidare, mentre se sono troppo

aderenti possono ostacolare la circolazione sanguigna.

Il vestiario deve proteggere il corpo quanto più possibile. Giacche, giubbotti

e pantaloni di pelle sono tra gli indumenti che meglio assolvono alle

funzioni di protezione. In alternativa è comunque opportuno indossare

indumenti che coprano interamente braccia e gambe. Gli abiti di colore

chiaro offrono il vantaggio di una maggiore visibilità.

Le calzature devono proteggere piedi e caviglie da possibili scottature,

fratture o ferite, e quindi gli stivali sono certamente i più adeguati. Inoltre,

delle buone scarpe aiutano a mantenere saldo il piede sia sul pedale

che al momento di poggiarlo in terra.

L’ACI di Roma sulla base di

dati ISTAT ha calcolato la

percentuale dei morti in incidenti

in cui fosse coinvolto

almeno un veicolo a

due ruote sul totale dei feriti

rimasti coinvolti negli

stessi incidenti. Nella cartina

dell’Italia che riproduciamo sono

riportati i dati relativi all’anno 2002.

Osservando i dati, si può notare che

nelle regioni dove si registra la minor

percentuale di morti sui feriti in incidenti

con la motocicletta, è più diffuso

l’uso del casco. Al contrario,

nelle zone rurali, o meno

popolate, comprese le zone turistiche,

l’uso del casco è poco

generalizzato, benché sia obbligatorio,

ed è appunto in

queste regioni che la percentuale di morti diventa più alta.

Altri parametri da considerare per una corretta

interpretazione dei dati sulla mortalità sono comunque

anche le condizioni atmosferiche ed il livello

di manutenzione delle strade.

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7 Motociclette e caschi

 

Come essere utile a chi ha avuto un incidente

 

Quando ci si trova sul luogo di un incidente, la prima cosa da fare è segnalarlo

tempestivamente agli altri automobilisti e motociclisti, in modo che

usino la dovuta prudenza e non restino a loro volta coinvolti.

Bisogna quindi procurarsi un triangolo ed andarlo a deporre, ben visibile,

a monte dell’area in cui è avvenuto l’incidente.

È importante conoscere le norme di primo soccorso, ma, in ogni caso,

bisogna mettersi subito in contatto con i servizi di emergenza e dare indicazioni

in merito all’incidente ed alla sua esatta localizzazione.

Nel caso ci sia qualche persona ferita, è bene comunque mantenere la

calma ed aspettare l’arrivo dell’ambulanza senza muoverla, cercando semplicemente

di tranquillizzarla.

Bisogna infine fare attenzione a non parcheggiare la propria auto o moto

in un punto che possa ostacolare l’arrivo dei soccorsi, cercando piuttosto

un posto che non possa causare alcun pericolo o peggiorare la situazione.

 

Il passeggero minorenne

È proibito circolare con minori di 12 anni come passeggeri di ciclomotori o

motociclette, con o senza sidecar, su qualunque tipo di strada. Eccezionalmente

si permette di trasportare, come passeggeri, bambini a partire dai 7 anni,

alle seguenti condizioni:

i sedili posteriori del veicolo devono essere dotati di dispositivi omologati;

gli autisti devono essere i genitori, i tutori o persone autorizzate, e devono

rispettare le norme di sicurezza;

il minore deve indossare il casco omologato.

Il trasporto del passeggero su un ciclomotore è consentito soltanto se previsto

nell’omologazione del veicolo.

 

Tipi di motociclette

Esistono molti tipi di motociclette, perché esistono molti tipi di motociclisti,

ma in generale possiamo suddividerle in sette categorie:

1. Ciclomotori e Scooter. Maneggevoli e caratterizzati da consumi contenuti

e facilità di manutenzione, sono preferiti dai giovani o da chi è alle

prime armi. Sono inclusi in questa categoria i ciclomotori con cilindrata

pari a 50 cc ma anche gli “scooter” di cilindrata superiore. Con il passare

del tempo il loro design e le prestazioni sono migliorati, ed ora in questa

categoria non rientrano più soltanto i piccoli ciclomotori lenti indirizzati

esclusivamente ai giovani.

2. Motociclette polivalenti. Molto pratiche, si prestano all’utilizzo per differenti

fini, adatte al traffico cittadino ma anche ai lunghi viaggi in autostrada.

La meccanica è semplice e non necessitano di molta manutenzione.

3. Motociclette da turismo. Progettate per permettere al motociclista ed

al suo accompagnatore di affrontare lunghi viaggi in tutta comodità.

 

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8 Motociclette e caschi

Dotate di portabagagli, il loro design è studiato in modo da proteggere i

passeggeri dal vento. Generalmente sono grandi e molto pesanti.

4. Motociclette da trial. Pensate negli anni ’80 come motociclette per

affrontare grandi avventure, possono essere utilizzate tanto su strada

che fuori strada. Hanno il manubrio alto e si guidano con il corpo eretto.

Non richiedono molte cure e non consumano eccessivamente.

5. Motociclette sportive. Molto simili a quelle che si usano nelle corse.

Potrebbero essere suddivise in varie categorie, ma il loro denominatore

comune è la cilindrata di 750 cc, che consente un buon equilibrio tra

potenza e peso. Non è facile maneggiarle se non si ha l’esperienza necessaria,

poiché esigono una posizione di guida forzata. Il motore potente

rende i consumi alti, così come alti sono i costi di manutenzione.

6. Customs. Massimi rappresentanti di questa categoria sono le mitiche

Harley Davidson. Sono motociclette stravaganti, nelle quali la qualità

tenuta in massimo conto è l’estetica. Apprezzate anche per la loro semplicità

meccanica, non sono pensate per raggiungere alte velocità.

7. Motociclette da cross. Non sono semplici da guidare, perché le tecniche

di guida sono assolutamente diverse rispetto a quelle adatte ad una moto

tradizionale. Molto agili e abbastanza confortevoli nel traffico, ma le loro

prestazioni vengono apprezzate soprattutto nella guida fuori strada.

 

Se si intende acquistare una moto di seconda mano

Non fermarsi alla prima offerta, ma analizzarne diverse e considerare sempre

e innanzitutto lo stato della moto;

farsi accompagnare da un meccanico o da una persona di fiducia che

sappia dare un giudizio sullo stato della moto e sulla congruità del prezzo;

chiedere informazioni al proprietario su eventuali problemi che in passato

la moto possa aver avuto, sul perché desidera venderla, sulla frequenza

delle revisioni cui è stata sottoposta ed il tempo trascorso dall’ultima;

accertarsi che non vi siano multe in sospeso non ancora pagate;

verificare che la documentazione sia corretta e completa.

 

L’obbligo di assicurazione

È obbligatorio che la motocicletta sia

assicurata per la responsabilità civile. La

legge esige questo tipo di assicurazione

per tutti i veicoli a motore, quale garanzia

della possibilità di risarcire i danni causati

a persone o cose in caso di incidente. Prima

di sottoscrivere un contratto di assicurazione

è consigliabile consultare varie

compagnie, in modo da poter effettuare

dei paragoni tra premi da pagare e coperture

offerte per scegliere quella più conveniente.

 

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9 Motociclette e caschi

 

Il decalogo della sicurezza

1. Se acquisti un veicolo devi conoscere bene tutta la normativa di legge

che lo riguarda (omologazione, requisiti di età e tipo di patente necessari

per la guida, ecc.).

2. Nell’acquistare una motocicletta bisogna accertarsi che il veicolo, gli

equipaggiamenti, i ricambi e gli accessori siano omologati. Nella scelta

si devono confrontare le diverse offerte che esistono sul mercato dando

la giusta importanza agli aspetti legati alla sicurezza, alla durata e

alle condizioni di garanzia, ecc..

3. Qualunque veicolo, sia nuovo che di seconda mano, deve essere provato

prima dell’acquisto. Si deve controllare soprattutto il funzionamento

della parte elettrica ed elettronica: luci, indicatori di direzione,

clacson, avviamento, arresto del motore, ecc..

4. Se si acquista una motocicletta di seconda mano, è bene farla esaminare

da un meccanico o comunque da una persona esperta di propria

fiducia. Ci si deve accertare che la motocicletta non abbia subito incidenti

gravi, che i cavi e tutti i suoi componenti siano in buono stato,

che mettendola in moto non si avvertano rumori anormali. È consigliabile

informarsi anche sui consumi e sul costo dell’assicurazione.

5. Tutti i documenti della moto usata devono essere in ordine, in caso

contrario non si deve assolutamente procedere all’acquisto. È bene

interpellare anche il comando dei vigili urbani per sincerarsi che il proprietario

non abbia multe pendenti ancora da pagare.

6. Con la motocicletta si deve acquistare anche l’equipaggiamento di protezione

individuale necessario: casco, ginocchiere, proteggi gomiti, giubbotto

o indumenti di colori chiari e vistosi, ecc.. Soprattutto si deve

ricordare che non si deve mai usare la motocicletta senza indossare ed

allacciare il casco.

7. I tubi di scappamento che non sono di serie devono essere comunque

omologati e non superare il livello sonoro delle marmitte originali. Non si

deve modificare mai il sistema di scappamento, poiché facendolo si incrementa

il rumore. Le marmitte ossidate, avariate, o danneggiate, devono

essere sostituite nel momento in cui il rumore aumenta; trascurare

questo aspetto della manutenzione può provocare danni al motore.

8. Per circolare in motocicletta si devono tenere le luci sempre accese, è

quindi importante mantenere sempre in perfetta efficienza l’impianto

elettrico. Per una corretta manutenzione ed una guida sempre in condizioni

di sicurezza vanno poi periodicamente controllati anche i freni,

gli pneumatici ed i livelli dei liquidi.

9. Quando si guida una motocicletta, oltre a rispettare tutte le norme di

circolazione, bisogna sempre usare tutta la prudenza necessaria per

evitare di mettere in pericolo se stessi e gli altri. A tale scopo è bene

evitare qualsiasi fonte di distrazione (walkman, cellulare, ecc.), evitare

i sorpassi temerari e i passaggi troppo vicini alle auto ferme, che

potrebbero ripartire all’improvviso.

10. Non ci si deve mettere alla guida dopo aver assunto alcool, droghe o

farmaci che possano provocare sonnolenza.

 

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10 Motociclette e caschi

 

Introduzione

L’obbligo dell’uso del casco per chi guida motocicli e ciclomotori è stato

introdotto nel 1986, e da allora si è assistito ad un drastico calo del numero

degli incidenti mortali dovuti a traumi cranici subiti dai conducenti dei veicoli a

due ruote. Successivamente l’art. 33 della Legge n.472/1999, entrata in vigore

dal 30 Marzo 2000, ha esteso l’obbligo dell’uso del casco anche ai conducenti

maggiorenni.

L’uso del casco è importante, e in questo opuscolo si forniranno informazioni

sulle caratteristiche dei diversi modelli da valutare al momento dell’acquisto,

oltre ad alcuni consigli per l’uso ottimale.

 

Caschi

Com’è fatto un casco per motociclisti?

I caschi per motociclisti sono progettati in modo che le loro caratteristiche

li rendano idonei a sopportare impatti e variazioni atmosferiche, garantendo

nel contempo buona visione della strada e comodità.

Gli elementi che compongono un casco sono i seguenti:

la calotta esterna il rivestimento interno

la visiera il sistema di aerazione

l’imbottitura il sistema di chiusura

Esistono principalmente due tipi di caschi per motociclisti: i caschi integrali

e quelli di tipo jet.

I caschi integrali coprono tutta

la testa e sono quelli maggiormente

raccomandati; il mercato ne offre

un’ampia varietà, alcuni anche

con la mentoniera apribile.

I caschi jet non dispongono della

parte che copre il mento e le

guance.

Alcuni di essi hanno una visiera

movibile.

 

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11 Motociclette e caschi

Gli elementi del casco

La calotta esterna. È la parte più visibile del casco. È rigida e deve disperdere

l’energia dell’impatto per tutta la sua superficie, riducendola ed evitando la

penetrazione di oggetti. L’urto viene assorbito grazie alla capacità di deformarsi;

il materiale della calotta deve perciò essere resistente e opportunamente malleabile,

ma il comfort impone che sia anche leggero. A queste esigenze rispondono

le resine termoplastiche, come il policarbonato e l’Abs, e le vetroresine, come

le resine termoindurenti (poliestere) rinforzate da altri materiali (come fibra di

vetro o kevlar). I materiali termoplastici acquistano resistenza quando sono

trattati a temperature elevate. Le vetroresine, invece, sono materiali compositi

già molto tenaci per loro natura, per cui vengono soltanto rinforzati con strati di

fibra di vetro o di carbonio e infine spalmati con resine. La vetroresina, a causa

della sua lavorazione più complessa e legata a sistemi artigianali, è di solito

impiegata per produzioni limitate. I caschi fabbricati con questo materiale si

prestano bene ai casi in cui occorre produrre un modesto numero di pezzi con

particolari requisiti ottenibili con la semplice aggiunta di materiali. È il caso, ad

esempio, dei caschi per le gare automobilistiche, che debbono essere ignifughi:

questa caratteristica è ottenuta con l’aggiunta di un materiale con le opportune

proprietà. Molto più adatto alla lavorazione su larga scala è invece il policarbonato,

che è infatti il materiale più diffuso nella produzione della calotta esterna.

La visiera. Protegge gli occhi e le vie respiratorie dal vento, dagli insetti o

da altri elementi. Le migliori hanno un trattamento antigraffio, antiriflesso,

antiappannamento e sono progettate anche per difendere gli occhi dai raggi

infrarossi ed ultravioletti. Anche per la fabbricazione della visiera il materiale

più utilizzato è il policarbonato.

La calotta interna. È l’imbottitura di protezione, il cui compito è di attutire

l’energia del colpo. È fatta di polistirolo espanso, che assorbe il colpo esterno e

smorza l’impatto, come un cuscino d’aria. Non è uniforme e non si presenta

come un blocco unico, perché diverso deve essere il comportamento in rapporto

alla zona in cui si riceve il colpo. Il polistirolo è infatti più denso e resistente nelle

parti perimetrali, lungo i bordi del casco, mentre al centro, dove la protezione

della calotta esterna è più efficace, si presenta meno denso e più duttile.

Il rivestimento interno. Consiste in un tessuto che separa la calotta interna

dalla testa, realizzato in poliuretano espanso accoppiato ad un tessuto

traspirante ed anallergico; serve ad adattare il casco alle diverse taglie e a

renderlo più confortevole. Può essere estraibile e lavabile.

Il sistema di aerazione. Serve per refrigerare la testa di chi indossa il

casco, distribuendo l’aria all’interno attraverso i diffusori.

Il sistema di chiusura. È un cinturino che passa sotto il mento (chiamato

appunto “cinturino sottogola”). Regola il casco, mantenendolo ben aderente

alla testa e impedendo che possa muoversi o sfilarsi. È importante tenerlo

sempre allacciato, altrimenti il casco perde completamente la sua efficacia.

 

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12 Motociclette e caschi

Perché si deve indossare il casco?

Quando si guida una motocicletta non si è protetti in nessun modo: in caso

di incidente, il corpo è una zona di impatto probabile, ed è alta inoltre la

probabilità di essere scagliati lontano. È quindi importante utilizzare tutti gli

elementi protettivi possibili, per ridurre il rischio. Uno degli elementi protettivi

più importanti, tra l’altro obbligatorio tanto per l’autista quanto per il passeggero,

è il casco; la testa, infatti, è la zona più vulnerabile negli incidenti in

motocicletta.

Poiché il margine di protezione del casco è più elevato quando si va a

velocità intorno ai 50 km/h, è bene usarlo anche quando il tragitto da percorrere

è breve e lo si percorrerà a velocità moderata.

 

Cinque ragioni per indossare il casco

In caso di incidente, il casco:

riduce di più di un terzo il numero dei morti;

riduce del 65% i casi di lesioni cerebrali;

riduce del 50% il rischio di entrare in terapia intensiva;

riduce del 50% il tempo totale di ricovero in ospedale;

protegge senza limitare la visuale e l’udito.

 

Gli obblighi

L’uso del casco è obbligatorio sia per i guidatori che per i passeggeri di veicoli

a due ruote con motore, con o senza sidecar. Non utilizzare il casco, oltre ad

essere un rischio, comporta una sanzione di 68,25 €, cui si aggiunge il sequestro

del veicolo per i conducenti minorenni o la penalizzazione di 5 punti sulla patente

per i maggiorenni. I caschi devono essere omologati o certificati secondo la

legislazione vigente: questo garantisce il rispetto dei parametri minimi di sicurezza.

Il Regolamento CEE n. 22 ha stabilito dei test obbligatori (assorbimento

dell’impatto, visione periferica, deformazione laterale e frontale, resistenza alle

variazioni di umidità e di temperatura, ecc.) da effettuarsi su campioni di caschi

di ogni lotto, al fine di certificarne la sicurezza. I caschi omologabili sono soltanto

quelli integrali e i jet, mentre i caschi DGM (simili ai jet ma senza copertura sulle

orecchie) sono riconosciuti solo in Italia e solo per la guida di ciclomotori.

 

L’etichetta

L’avvenuta omologazione del casco è testimoniata dall’etichetta cucita sul

cinturino o sul rivestimento interno. Qui a volte si può trovare il riferimento R22,

che richiama il regolamento CEE, ma che spesso è sottinteso; all’interno di un

cerchio c’è poi la sigla E, seguita da un numero che identifica il paese di produzione

(1 per la Germania, 2 per la Francia, 3 per l’Italia, ecc.). In basso è riportata

una serie di cifre, in cui la prima coppia individua l’emendamento al Regolamento

22 (04 e 05 sono le più recenti, ma quelle precedenti sono tuttora riconosciute).

Le rimanenti cifre di questo numero identificano il modello ed il Produttore,

mentre un secondo numero individua il progressivo della produzione.

 

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13 Motociclette e caschi

Comprare un casco

I caschi integrali sono ovviamente più sicuri di quelli che non riparano il

viso (tipo Jet). Esistono diversi modelli di caschi, differenti per design e qualità.

Nella scelta, però, è bene non farsi guidare da criteri estetici; bisogna

piuttosto valutare la sicurezza, verificare l’omologazione e, soprattutto, provare

vari modelli, fino a trovare quello adatto alla propria testa.

Provare il casco

1. Tenendo il casco per i cinturini sottogola, portarne il fondo davanti al volto

(con la fronte del casco rivolta verso il basso); quindi farlo oscillare e

lasciarlo cadere sulla testa. Il casco deve “fasciare” precisamente la testa,

stringendo un po’, ma senza risultare scomodo. Non deve restare inclinato

all’indietro e, soprattutto, non deve essere troppo grande: si muoverebbe

intorno alla testa, non assolverebbe adeguatamente alla sua funzione protettiva

in caso di impatto, sarebbe fastidioso da indossare e per di più,

lasciando passare il vento all’interno, potrebbe risultare rumoroso.

2. Con il casco sulla testa, dopo aver regolato il cinturino, spingere con le

mani verso un lato, verso l’altro, verso il basso e infine verso l’alto. Se il

casco è della misura giusta, il cuoio capelluto dovrebbe muoversi insieme

ad esso. Il casco esercita una leggera pressione sulla testa, ma con il

tempo tende a cedere un po’; per questo motivo quando è nuovo deve

essere il più stretto possibile, ovviamente nei limiti della confortevolezza.

3. Dopo aver opportunamente regolato ed allacciato il dispositivo di chiusura,

mantenendo la testa voltata da un lato, tentare di girare o muovere

il casco; se questo è della misura giusta continuerà a mantenere la

sua aderenza e, soprattutto, non si sfilerà dalla testa.

4. Se si vuole acquistare un casco integrale, dopo averlo indossato provare

a spingerlo con le mani contro il viso. Né il casco né la visiera devono

arrivare a toccare il naso o il mento. In caso contrario non sarebbe garantita

la sicurezza, e inoltre il contatto con il viso provocato dalla pressione

dell’aria durante la guida lo renderebbe particolarmente scomodo.

5. Togliere il casco. La testa è dolorante in qualche punto? Ci sono macchie

rosse sulla fronte? Eventuali punti di particolare pressione possono causare

mal di testa quando il casco viene indossato a lungo. Le teste umane

non hanno tutte la stessa forma, e neanche i caschi; bisogna quindi

provarne più di uno, fino a trovare quello che distribuisca la sua confortevole

pressione lungo tutta la superficie di contatto con la testa, senza

concentrarla su nessun punto particolare.

Se dopo la prova non si è ancora sicuri

che il casco faccia al caso proprio, il consiglio

è di indossarlo per un po’ dentro il negozio

prima di acquistarlo, per assicurarsi che sia

confortevole.

È un investimento importante, non bisogna

aver fretta: un acquisto avventato può compromettere

la propria sicurezza.

 

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14 Motociclette e caschi

 

Scegliere il proprio casco

Ciò di cui si deve tenere conto al momento di scegliere un casco è:

Che sia omologato.

Che protegga la testa ed il viso.

Che sia della giusta misura e si adatti perfettamente alla testa.

Che rimanga al di sopra delle sopracciglia, delle orecchie ed attorno alla

parte posteriore della testa.

Che non lasci segni rossi sulla fronte e che la pressione esercitata sia

uniforme e non opprimente.

Che le imbottiture di protezione mantengano gli zigomi leggermente rialzati

per effetto della pressione sulle guance.

Che, quando è ben calzato ed i suoi cinturini sono regolati, scuotendo la

testa non perda aderenza e si muova in perfetto accordo con essa.

Che non ci siano spazi liberi né tra le imbottiture laterali e le tempie, né

tra quelle anteriori e la fronte.

Che l’eventuale imbottitura nella parte che copre il collo non pressi eccessivamente

la parte posteriore della testa.

Che la calotta esterna sia a colori chiari e vivi o costruita con materiali

riflettenti, in modo da risultare ben visibile nel traffico, anche di notte.

Che non risulti troppo pesante.

Che la calotta esterna sia realizzata in resina termoplastica o in resina

termoindurente rinforzata con fibra di vetro, carbonio, Kevlar o altre fibre.

Le mescole delle resine devono essere tali da risultare stabili anche sotto

l’azione dei raggi U.V., degli agenti atmosferici e dei solventi.

La visiera deve essere resistente ai graffi ( antiscratch) ed antiappannamento

( antifog).

 

Qualche altro elemento di valutazione del casco

Sono preferibili i caschi di colore chiaro, visibili anche nell’oscurità.

Il casco non deve avere difetti, crepe, l’imbottitura non ben fissata o parti

metalliche esposte.

Non deve attutire eccessivamente suoni e rumori dall’esterno, e deve permettere

una buona visione laterale.

Deve assicurare una sufficiente ventilazione con la visiera abbassata. In

caso non sia dotato di una corretta resistenza all’appannamento, si possono

richiedere versioni alternative della visiera o l’applicazione sulla stessa

di uno speciale strato adatto allo scopo.

Le persone che guidano con l’obbligo delle lenti devono scegliere un casco

che consenta loro l’uso degli occhiali.

Se il casco subisce un urto va sostituito?

In seguito ad un urto, tanto la calotta esterna quanto l’imbottitura possono

perdere il loro valore protettivo, anche quando non siano visibili segni all’esterno.

In un successivo impatto il casco potrebbe non garantire più un

adeguata protezione; per questo motivo dopo un incidente, è sempre

raccomandabile sostituirlo.

 

Impariamo ad usarli

15 Motociclette e caschi

Si può portare il casco nei luoghi pubblici?

La legge 533/1977, nata come misura anti-terroristica, sancisce il divieto di

indossare nei luoghi pubblici qualsiasi cosa possa rendere difficoltoso il proprio

riconoscimento, e ciò vale anche per il casco. La legge non è applicata quando il

casco è usato per motivi di circolazione, ma entrando in un luogo pubblico – ad

esempio in banca o in un ufficio postale – è bene lasciarlo all’esterno.

 

La manutenzione del casco

Leggere attentamente le istruzioni. In generale si consiglia di:

non applicare sul casco adesivi o pitture;

non pulirlo con liquidi a base di petrolio o solventi, che potrebbero danneggiarlo,

ma lavarlo esclusivamente con sapone neutro ed acqua;

non riporlo vicino a benzina, prodotti pulenti o fumi nocivi, né esporlo a

temperature troppo elevate;

mantenere la visiera pulita;

se sulla visiera sono presenti graffi tali da ostacolare o distorcere la visione,

non esitare a sostituirla;

sostituire il casco qualora sia stato sottoposto ad un urto violento. Sostituirlo

in ogni caso ogni due-quattro anni, poiché le sue qualità protettive

possono deteriorarsi col tempo e con l’uso giornaliero.

 

Il decalogo della sicurezza

1. Esistono diversi tipi di caschi: acquistandone uno scegli quello indicato

per l’uso che ne devi fare.

2. Al momento di acquistare un casco, non puntare al risparmio: è in

gioco la tua sicurezza. La cosa importante non è il prezzo, ma il fatto

che il casco sia omologato e sicuro.

3. Esigi che il casco sia omologato secondo la normativa europea. Accertati

che sia cucita al suo interno l’etichetta di omologazione.

4. Per avere una buona visuale, scegli un casco che abbia la visiera chiara

e, se possibile, che sia antiappannamento ed antigraffio.

5. Quando ti rivolgi ad un negozio specializzato, chiedi consiglio e prova

con calma differenti marche, modelli e taglie.

6. Il casco deve essere ben regolato, e non deve stringere eccessivamente

nessuna zona della testa e del collo. Prendi tutto il tempo necessario

per scegliere quello adatto alla tua testa.

7. Il casco deve rimanere perfettamente aderente: non deve perdere aderenza

e muoversi neanche se giri rapidamente la testa.

8. Quando un casco ha subito un urto violento o è caduto da un’altezza

superiore a 1,50 m può aver riportato danni alla sua struttura. Contatta

il negozio, il fabbricante o l’importatore affinché accertino i danni.

9. Il casco è importante, ma lo è anche il resto del vestiario: un buon

equipaggiamento di protezione, vestiti di materiale resistente,

ginocchiere, guanti, ecc., contribuiscono alla tua sicurezza.

10. Ricorda che il casco è obbligatorio, che possono multarti se non lo

indossi e che ti protegge solo se lo allacci correttamente.